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Caratteristiche dei minerali
In questa sezione trovate alcuni approfondimenti sui minerali e sulle pietre semiprezione che sono utilizzate nelle nostre lavorazioni
Cosa sono i minerali
I minerali (dal latino medioevale minerale, derivato del francese antico minière, "miniera) sono corpi naturali inorganici, in genere solidi.
In ambito storico, pre-scientifico, col termine minerale e regno minerale si indicava in genere l’insieme degli oggetti inanimati, prevalentemente minerali e rocce. Il termine odierno, inteso correttamente in senso scientifico, indica corpi che presentano una composizione chimica definita o variabile entro i limiti ben precisi; essi si     presentano quasi sempre sotto forma cristallina .
Un minerale può essere costituito da un solo elemento chimico, come l’oro (Au), oppure da uno o più elementi legati assieme in un composto chimico. Il termine minerale implica non soltanto la composizione chimica ma anche la struttura cristallina del materiale.
Lo studio dei minerali è detto mineralogia.
Cosa sono le rocce
Minerale e roccia sono termini che indicano materiali ben distinti fra loro.
  • Un minerale è un composto chimico che si trova in natura, che ha una ben determinata composizione ed una struttura cristallina ben definita. Un cristallo è un corpo solido a facce piane riconducibile a una determinata figura geometrica.
  • Una roccia è un miscuglio di più specie minerali in diverse proporzioni e pertanto, diversamente da un minerale, la composizione chimica di una roccia non è esprimibile con una formula chimica. Alcuni esempi di rocce sono il granito, il marmo
La diffusione dei minerali è molto varia: un certo numero di specie minerali (come il quarzo, la mica e l’ortoclasio) sono alla base della composizione di numerose rocce e, pertanto, molto diffusi nella crosta terrestre. Molte specie minerali sono viceversa accessorie, ossia non necessariamente presenti nelle rocce che tipicamente li ospitano. Queste specie sono pertanto meno frequenti delle prime (se non decisamente rare).
Oltre a questo, numerose specie minerali sono presenti solo occasionalmente e, in certi casi, di talune specie sono stati rinvenuti pochi campioni e di dimensioni ridotte.
Cosa sono le pietre preziose e semi-preziose
Le pietre preziose o gemme sono tutte varietà minerali che, suscettibili di taglio o lucidatura, possono essere utilizzate in lavori di gioielleria. Il taglio e la lucidatura esaltano alcune caratteristiche di luminosità, colore, lucentezza, ecc. meno evidenti nel minerale naturale, un esempio è il rubino od il diamante. Benché sia ancora comunemente usato, il termine pietre preziose ha poco significato, poiché in pratica il valore commerciale di una gemma dipende essenzialmente dalle sue qualità ottiche (principalmente la limpidezza e il colore) e dalla lavorazione piuttosto che dalla appartenenza a specifiche specie minerali più o meno preziose.
Conseguentemente ha poco significato la distinzione fra pietre preziose e semipreziose, specialmente se si considera che ormai da anni vengono lavorate con ottimi risultati moltissimi minerali intrinsecamente non preziosi ma che hanno caratteristiche di lavorabilità, durezza, colore e limpidezza tali da consentire di produrre gemme di qualità.
La definizione di un minerale come pietra preziosa è variata nella storia e nelle aree geografiche in base alla moda del tempo, alla sua disponibilità. Un esempio è dato dall’ametista che nell’antichità e nel medio evo era considerata in Europa come pietra preziosa data la scarsa diffusione, ma dopo la scoperta di grandi giacimenti in Brasile ora è considerata come pietra comune o semipreziosa.
Per complicare le cose, sono per esempio considerate come pietre preziose alcune rocce come il lapislazzulo composto prevalentemente da Lazurite (minerale di colore blu), calcite (minerale di colore bianco), pirite (minerale di colore oro). Anche alcuni composti organici come l’avorio (zanna di elefante), il corallo (calcare deposito da coralli), le perle sono considerate pietre preziose.
Proprietà fisiche dei minerali
La classificazione di una specie minerale fra le oltre 4.000 conosciute, può essere  molto semplice (per circa 300 specie) ma può anche essere molto difficoltosa per le specie più rare. Un minerale può essere identificato mediante alcune proprietà fisiche e chimiche, alcune di esse possono essere sufficienti per arrivare ad un’identificazione sicura, in altri casi si rende necessario ricorrere ad analisi più approfondite costose e col rischio di danneggiare l’esemplare.
Le proprietà fisiche più utilizzate per l’identificazione sono:
  • Durezza: la durezza di un minerale è misurata dalla capacità di un minerale di scalfire o essere scalfito da altri minerali e si misura solitamente secondo la scala di Mohs di durezza dei minerali, con valori crescenti. Si tratta di un criterio empirico per la valutazione della durezza dei materiali. Essa assume come riferimento la durezza di dieci minerali numerati progressivamente da 1 a 10 e tali che ciascuno è in grado di scalfire quello che lo precede ed è scalfito da quello che lo segue.
  • Lucentezza: indica il modo in cui la superficie del minerale interagisce con la luce e può variare da opaca a vetrosa. Si divide in lucentezza metallica (tipica delle sostanze che assorbono totalmente la luce e risultano opache) e lucentezza non metallica (tipica dei corpi più o meno trasparenti).
  • Colore: indica l’aspetto del minerale in luce riflessa (ciò che vede l’occhio nudo). Il colore di un minerale può dipendere esclusivamente dalla sua composizione chimica, oppure dalla presenza di impurità Il colore, facile da individuare, in molti casi non è indicativo per il riconoscimento poiché la stessa specie mineralogica può presentare differenti colorazioni, per esempio il quarzo puo’ essere trasparente, rosa, viola (ametista), ecc.
  • Peso Specifico: quasi tutti i minerali hanno peso specifico superiore a 1 (quello dell’acqua). Minerali come quarzo e calcite hanno peso specifico uguale a 3. I minerali ricchi in elementi metallici hanno peso specifico uguale o superiore a 5. La galena ha peso specifico superiore a 7 e l’oro puro maggiore di 19.
  • Birifrangenza: proprietà ottica, evidenziabile in luce trasmessa, ossia interponendo il minerale tra la fonte luminosa e l’osservatore. Attraverso un cristallo con proprietà birifrangenti è possibile osservare gli oggetti con contorni sdoppiati (classico esempio è la calcite).
  • Sfaldatura: descrive il modo in cui alcuni minerali si sfaldano. Nella sfaldatura un minerale si frammenta in parti più piccole, lungo alcuni piani preferenziali di cristallizzazione, mantenendo costanti i valori angolari tra le diverse facce dei frammenti, in altri termini l’aspetto esterno cristallino si mantiene anche nei frammenti più minuti. Nelle sezioni sottili, la sfaldatura è visibile sotto forma di famiglie di linee sottili, parallele entro la singola famiglia, ed intersecantisi ad angoli costanti, attraverso il minerale.
  • Frattura: descrive il modo in cui un minerale si rompe senza seguire i piani di sfaldatura. Solitamente le superfici di fratturazione non sono piane, ma hanno una morfologia irregolare, presentandosi a forma concoidale, irregolare, fibrosa.
  • Densità: è la massa del minerale, relativa ad 1 cm³ di volume.
  • Conducibilità: consiste nel verificare se il minerale è un buon conduttore elettrico.

Utilizzo dei minerali
Nella storia i minerali sono stati utilizzati per svariati utilizzi, come gioielli (per collane, anelli, soprammobili), per uso industriale (pensate al ferro, piombo, alluminio), collezionismo e utilizzi medicine alternative orientali, per esempio cristalloterapia, chakra.
Informazioni aggiuntive sulla uso dei minerali nella medicine alternative orientali sono disponibili alle pagine sulla Cristalloterapia e sui Chakra
Collegamenti esterni e maggiori informazioni
Ulteriori informazioni possono essere trovate su wikipedia (www.wikipedia.it).
Per chi conosce l’inglese il sito della Associazione di Mineralogica Internazionale (www.ima-mineralogy.org) responsabile della denominazione di nuove specie minerali
© Copyright: Il testo di questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License ed è disponibile secondo la licenza Creative Commons . Esso utilizza materiale tratto dalla voce minerali di Wikipedia:Italia
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